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		<item>
			<title><![CDATA[20]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>19 giugno 1989</h2>A Lodi, in cattedrale. Ci siamo sposati ad abbadia Cerreto, ma siamo venuti al ristorante La quinta, che c’era a Lodi, in piazza.]]></description>
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			<media:keywords><![CDATA[rito, coppia, religione]]></media:keywords>
			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[19]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1986</h2>Al lavoro, alla ditta Icogem di Balbiano, dove facevo la ragioniera. Era un’impresa di costruzioni che lavorava per la Snam, producendo gasdotti e oleodotti; erano tutti geometri, mentre io lavoravo come contabile. Uno dei geometri doveva fare delle prove con la macchina fotografica e, allora, ha usato noi come soggetti. Era un bell’ambiente; ci si trovava bene. Qui ho ritrovato anche la mia compagna delle elementari, Bruna Bellini. Ci siamo conosciute davvero lì al lavoro e siamo amiche ancora adesso.]]></description>
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			<media:keywords><![CDATA[lavoro, ritratto]]></media:keywords>
			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[15]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1980</h2>In braccio a mia mamma Carolina, Ruki, il figlio di Fatima e Kristie che erano venuti alla fine degli anni Settanta dallo Sri Lanka ad abitare in via XXV aprile, a fianco all’appartamento in cui abitavo io. Erano i primi immigrati extracomunitari; lui lavorava al bar-trattoria che c’era in via XXV aprile, dove c’è ora la chiesa evangelica. Lei, invece, faceva la domestica a Milano.Ci siamo subito trovati d’accordo con loro, anche perché erano molto cordiali; quando hanno avuto il bambino, venivano sempre a casa nostra, perché le porte erano vicine e passavano dentro a salutare. Fino a che mi sono sposata io, sono rimasti lì. Poi si sono trasferiti a San Donato. Non ci vediamo spesso, ma ogni tanto ci sentiamo ancora.]]></description>
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			<media:description><![CDATA[<h2>1980</h2>In braccio a mia mamma Carolina, Ruki, il figlio di Fatima e Kristie che erano venuti alla fine degli anni Settanta dallo Sri Lanka ad abitare in via XXV aprile, a fianco all’appartamento in cui abitavo io. Erano i primi immigrati extracomunitari; lui lavorava al bar-trattoria che c’era in via XXV aprile, dove c’è ora la chiesa evangelica. Lei, invece, faceva la domestica a Milano.Ci siamo subito trovati d’accordo con loro, anche perché erano molto cordiali; quando hanno avuto il bambino, venivano sempre a casa nostra, perché le porte erano vicine e passavano dentro a salutare. Fino a che mi sono sposata io, sono rimasti lì. Poi si sono trasferiti a San Donato. Non ci vediamo spesso, ma ogni tanto ci sentiamo ancora.]]></media:description>
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			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[21]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1982</h2>Sono sul Vesuvio.Eravamo in vacanza mio marito ed io: erano i primi anni che andavo in vacanza da sola con il mio fidanzato e mia mamma non era molto contenta di ciò. Comunque, avevo già 26 anni, per cui ritenevo di poter essere sufficientemente adulta per andare in vacanza per conto mio. Il mio fidanzato non aveva la macchina, mentre io avevo la mia Citroen Diane, la due cavalli; va al massimo a 100 km/h in autostrada, ma andavamo in giro senza problemi.E non facevamo neanche l’autostrada … facevamo le statali tranquillamente … andavamo senza fretta ... senza nessuno che ci metteva premura! Quando avevamo voglia ci fermavamo a prendere un caffè o qualcosa da mangiare … ma andavamo a fare la spesa da panettiere e salumiere. Soltanto ogni due o tre giorni ci permettevamo di andare al ristorante.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_53_nomi.jpg]]></link>
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			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[5]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1960</h2>Sono nel cortile di via XXV aprile, dove c’era l’officina di mio padre. Non erano capannoni come adesso, ma erano tutte baracche un po’ rabberciate: per me il massimo era andare lì a toccare, dai ferri, all’orto, agli animali. Andavo con mio nonno a raccogliere l’erba per i conigli, dal lato della via Giovanni XXIII, dove poi appariva il guardiano con una gamba sola della casa Samur.
Anche perché si andava a scuola sola mezza giornata e compiti non ce ne erano: passavo così i miei pomeriggi. Sono con un cagnolino, di cui non ricordo il nome.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_52_nomi.jpg]]></link>
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Anche perché si andava a scuola sola mezza giornata e compiti non ce ne erano: passavo così i miei pomeriggi. Sono con un cagnolino, di cui non ricordo il nome.]]></media:description>
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			<media:keywords><![CDATA[infanzia, animali, cascina]]></media:keywords>
			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[16]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>16 agosto 1971</h2>Siamo alcuni parenti ed io alla Cà del Gulascia, a Spino d’ Adda. Ci andavamo spesso a fare una mangiata.
In questo caso, eravamo andati tutti insieme a festeggiare Ferragosto. C’era la bambina appena nata, l’altra sorella si era appena sposata e c’eravamo anche mia mamma ed io, che ci siamo unite alle famiglie delle mie sorelle. Ora non ci troviamo più molto a fare questa cosa tutte insieme.
]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_51_nomi.jpg]]></link>
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In questo caso, eravamo andati tutti insieme a festeggiare Ferragosto. C’era la bambina appena nata, l’altra sorella si era appena sposata e c’eravamo anche mia mamma ed io, che ci siamo unite alle famiglie delle mie sorelle. Ora non ci troviamo più molto a fare questa cosa tutte insieme.
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			<media:keywords><![CDATA[fiume, gita, famiglia]]></media:keywords>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[4]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1973</h2>Le figlie di mia sorella Giannina, Cristina  e Laura Oggioni.
Sono andate ad abitare a Casalmaiocco, il marito portava i gelati Algida con il camion con un socio e aveva sempre da fare nei bar. Un paio di volte alla settimana, mia sorella con i bambini veniva a casa nostra e si fermava lì a mangiare.
Mi ricordo che, a quell’epoca, andavo a scuola a Milano, ma, appena c’era l’occasione di bigiare, perché era periodo di scioperi, subito prendevo il pullman e scappavo indietro.
Andavo con il pullman a casa di mia sorella per vedere le bambine e trascorrere il pomeriggio con loro.
Quella che si vede è la porta di casa mia, in via XXV aprile.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_32_nomi.jpg]]></link>
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Sono andate ad abitare a Casalmaiocco, il marito portava i gelati Algida con il camion con un socio e aveva sempre da fare nei bar. Un paio di volte alla settimana, mia sorella con i bambini veniva a casa nostra e si fermava lì a mangiare.
Mi ricordo che, a quell’epoca, andavo a scuola a Milano, ma, appena c’era l’occasione di bigiare, perché era periodo di scioperi, subito prendevo il pullman e scappavo indietro.
Andavo con il pullman a casa di mia sorella per vedere le bambine e trascorrere il pomeriggio con loro.
Quella che si vede è la porta di casa mia, in via XXV aprile.]]></media:description>
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			<media:keywords><![CDATA[infanzia]]></media:keywords>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[10]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1944</h2>All’officina della trebbiatura. Probabilmente sono le baracche dove lavoravano.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_29_nomi.jpg]]></link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[1]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1942</h2>Quella nella foto è la latteria-gelati dove c’era il gommista Laterza sulla via Roma. In quella casa, al piano di sopra, abitava mia nonna, Maria Lusardi, con mio nonno, Ettore Nai; al posto del gommista, all’epoca, c’era questa latteria dei genitori del dottor Negroni. Ogni tanto i miei nonni andavano lì.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_28_nomi.jpg]]></link>
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			<media:title><![CDATA[1]]></media:title>
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			<media:keywords><![CDATA[]]></media:keywords>
			<media:copyright><![CDATA[Copyright (c) foresta nascosta (http://www.forestanascosta.net/fn)]]></media:copyright>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[6]]></title>
			<description><![CDATA[<h2>1973</h2>Doveva essere il Natale del 1973, in casa in via XXV aprile. 
Quella nella foto è la mia nipotina, Elena, nel girello, nella cucina di casa mia.]]></description>
			<link><![CDATA[http://www.forestanascosta.net/fn/wp-content/gallery/patrizia-vercelloni/patrizia_vercelloni_27_nomi.jpg]]></link>
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Quella nella foto è la mia nipotina, Elena, nel girello, nella cucina di casa mia.]]></media:description>
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			<media:keywords><![CDATA[appartamento, infanzia, giochi, rito]]></media:keywords>
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